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Boulder: come cadere senza farsi male – parte 1

 

Boulder: 90% cadute, 10% problemi risolti. A nessuno piace pensare di dover cadere, ma succede a tutti. Niente di male, chiaro. Questa paura è insita nella natura umana. Serve per salvarci la vita in situazioni critiche. Il problema è che fare boulder con la paura di cadere peggiora drasticamente la nostra performance.

Per affrontare questa situazione è importante imparare a cadere e a parare la caduta.

Esistono una serie di accorgimenti da considerare ogni volta che si fa boulder, soprattutto in ambiente, dove cadere è più rischioso. Molti derivano semplicemente dal buon senso, ma non per questo vanno sottovalutati.

Non avere fretta di arrampicare e prepara la zona di atterraggio

Prima di aggrapparti alla parete perlustra con attenzione il suolo. Non lasciare che l’entusiasmo per tua passione ti faccia tralasciare i fondamentali della sicurezza. Posiziona i crash pad in modo da proteggere la caduta su sassi e radici. Cerca di creare una superficie omogenea.  Non ci devono essere zone scoperte, buchi o fessure per esempio. Rimuovi sempre l’attrezzatura dal pad. Non vuoi tatuarti un assicuratore tra le scapole quando volerai dal tuo progetto, vero?
Cerca di prevedere dove cadrai. Spesso durante lo sviluppo del boulder la zona in cui è possibile cadere cambia. Studiare prima di partire dove, come e quando spostare i crash pad può prevenire brutti infortuni.

Boulder come cadere
Photo by Tommy Lisbin on Unsplash

Studia il blocco

Familiarizzare con il tuo progetto è importante. Individua le possibili prese, e se è possibile cerca di capire com’è l’uscita. Per farlo puoi salire sul top da quella che sarà la via per la discesa. In questo modo verificherai anche che esista un modo sicuro per scendere una volta chiuso il blocco. Infine dai una bella spazzolata alle prese, nessuno si tiene sul muschio. Questa fase preliminare ti eviterà di cadere dal boulder per motivi che non riguardano le tue capacità.

Spotter

Lo spotter è il tuo angelo custode. Assicurati di prendere il lavoro dello spotter sul serio e che il tuo spotter faccia altrettanto. L’approccio corretto è quello che avresti facendo sicura con la corda. Se sei tu ad arrampicare, scegli uno spotter del quale ti puoi fidare ciecamente in modo da poterti concentrare sul boulder e non su “cosa succederebbe se dovessi cadere”.

Comunicazione:

Spotter e climber devono accordarsi nel caso di caduta programmata o accidentale. Se arrampichi non dare per scontato che lo spotter ti stia guardando. Verifica di avere la sua attenzione prima di partire. Quando spotteri sii sempre pronto ad accompagnare la caduta del compagno. Anche se dice “salto” sii pronto a tenerlo in equilibrio.

Posizione dello spotter:

Il mestiere dello spotter può essere pericoloso. Per essere pronto ad accompagnare la caduta del climber tieni presente questi semplici accorgimenti: ginocchia leggermente piegate, gamba forte davanti, gomiti piegati e mani in direzione della vita del climber. Mentre il compagno arrampica abituati a tenere lo sguardo fisso su un punto sulla schiena, idealmente in mezzo alle scapole.

Boulder come cadere
Varazze
La stazza ha poca importanza:

Non devi prendere il tuo compagno al volo, devi solo direzionarne la caduta sul crash-pad. Accompagna il centro di gravità del climber (fianchi per le ragazze, vita per i maschietti) verso il crash. Quando è possibile proteggi con una mano anche la testa e il collo.

Assistenza attiva:

da utilizzare solo se il climber sta studiando il suo nuovo progetto ma sa già che non lo libererà in quel momento. Appoggia una mano sulla sua schiena , fai sentire che ci sei. In questo modo starai dando un grosso supporto morale al compagno. Il 100% della sua attenzione andrà alla risoluzione del problema.

Tecnica da pro:

Quando il boulder inizia a raggiungere altezze considerevoli può essere utile conoscere questa tecnica. Servono almeno 2 pad e 2 spotter. Il primo pad viene posizionato a terra seguendo gli accorgimenti visti prima. Il secondo viene tenuto dai due spotter, ad altezza della vita. Il pad sarà quindi alzato da terra ma sempre idealmente sopra al primo pad. Il trucco sta nel mollare il crash appena il climber in caduta lo tocca. In questo modo si rallenta il volo e si attutisce l’impatto.

Lo scudo:

Questa è una variante della tecnica appena vista. Si rivela utile quando il boulder si sviluppa tra alberi e massi e il rischio è di cadere sopra a questi. L’obiettivo è evitare l’impatto contro l’ostacolo e di accompagnare la caduta verso il crash-pad ben posizionato a terra. Tieni il secondo pad come uno scudo tra il climber e l’ostacolo in questione, appoggiato a terra e inclinato in direzione del primo.

Nella seconda parte dell’articolo ti parlerò dell’atteggiamento fisico e mentale da tenere in caso di caduta.

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