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19 consigli + 1 per il climber principiante. Parte 2.

Nella prima parte dell’articolo “19 consigli + 1 per il climber principiante. Parte 1.” ci siamo focalizzati sull’attrezzatura utile ad avvicinarsi a boulder e arrampicata sportiva. Oggi entriamo nel vivo della pratica:

3 – Frequenta un corso di arrampicata

Lezioni di arrampicata

Il modo più semplice per ottenere buoni risultati nel lungo termine è partire con le basi giuste. Frequentare un corso di arrampicata o di bouldering di base ti permetterà di prendere familiarità con attrezzature, manovre e movimenti di base. Oltre a ciò ci sono altri benefici indiretti che potrai trarre dalla frequenza ad un corso, per esempio creare una routine. I corsi hanno giorni e orari fissi. Questo vuol dire che frequentando un corso creerai l’abitudine di andare in palestra e arrampicare almeno 2 volte a settimana. Cosa che magari non faresti senza aver pagato il corso.

Infine avrai l’occasione di conoscere altre persone che come te sono attratte dall’arrampicata e che hanno il tuo stesso livello di capacità. Professione climber principiante! questo aspetto è importante e ci porta al prossimo punto

4 – Trova un partner per arrampicare

Trova un amico che abbia voglia e tempo per dedicarsi a questo sport. In alternativa stringi amicizia con i compagni di arrampicata del tuo corso.
Se arrampichi con la corda hai un assoluto bisogno di un partner per assicurarti. Se pratichi il boulder hai bisogno di un bravo spotter. Arrampicare in compagnia è più divertente e motivante. Inoltre se avrai un partner fisso potrete aiutarvi a vicenda all’inizio, per esempio dividendovi gli acquisti. “Io compro la corda, tu pensa al crash pad, ok?”

5 – Prendi confidenza con i gradi di difficoltà

Gradi arrampicata bouldering

Se non sai cosa sono i gradi nel bouldering o nell’arrampicata, prenditi qualche minuto per approfondire l’argomento.

Gradi di difficoltà del bouldering

Comparazione dei gradi di difficoltà nell’arrampicata sportiva

In questo modo saprai giostrarti meglio tra le pareti della palestra e della falesia. Saprai cosa ti aspetta. Tuttavia…

6- Non dare troppo peso ai gradi

I gradi hanno uno scopo preciso. Rendono semplice comparare la difficoltà tra le vie in falesie piuttosto che tra i problemi di boulder. Questa è la loro funzione. Niente di più. Esiste la brutta abitudine di valutare se stessi e gli altri solo in funzione del grado che si riesce a scalare. Questo modo di fare può distrarti da cose ben più importanti. Il fatto che non stai aumentando il grado non significa che non stai comunque migliorando o diventando più forte. Per non cadere in frustrazione a causa dei gradi è bene trattarli per quello che sono: un metro di comparazione di difficoltà delle vie. Non dare troppo peso ai gradi. Focalizzati su te stesso, i tuoi movimenti, l’equilibrio, la capacità di lettura della roccia e così via. Focalizzati sul piacere di arrampicare.

7. Vacci piano e evita infortuni

Ogni sport stimola il nostro corpo in maniera diversa. I muscoli, le articolazioni, l’apparato cardiocircolatorio ecc.. devono adattarsi agli stimoli precisi che l’arrampicata richiede. E da questo punto di vista il climber principiante rimane principiante per molto tempo. Parliamo di 5 anni per avere un adattamento completo del corpo umano all’arrampicata. L’errore da evitare è quello di copiare ciò che vedi fare ai professionisti o agli agonisti in palestra. Loro si allenano tutti i giorni. Se lo farai anche tu, l’infortunio è assicurato.

Infortunio arrampicata
Photo by Brook Anderson on unsplash

Personalmente ho sempre ascoltato il mio corpo. Il dolore è sempre un segnale di avviso. Riconosco il tipo di dolore e se è solo muscolare va benissimo, ma se subentrano dolori ad articolazioni, nervi e tendini mi fermo subito. Il segreto è proprio quello di saper ascoltare il proprio corpo.

        Vi porto un paio di esempi, i nomi sono inventati ma le storie sono reali:

  • Luca: arrampica da qualche mese, inizia a prendere confidenza con la roccia e visto che la bella stagione lo consente arrampica  2 giorni nel weekend e 2 o 3 giorni in settimana dopo il lavoro. Si allena duro, forse troppo, migliora velocemente ma non da molta importanza al dolore al gomito che si fa sempre più frequente e intenso, anche mentre non arrampica. Arriva il giorno in cui serve una visita specialistica, risultato: 6 mesi di stop, che sarebbero potuti essere 3 o 4 settimane se si fosse fermato subito.
  • Paolo: amico di Luca, anche lui climber principiante con la passione per il bouldering. Lavora come operaio in un impresa metalmeccanica. Un lunedì mattina pensa ancora ai problemi risolti e irrisolti nel weekend a Mello, e la distrazione gli costa la frattura del pollice della mano destra. Risultato: mano ingessata per 30 giorni, ma con le altre 4 dita lasciate libere dal gesso. Paolo ascolta il suo corpo e decide di mantenere almeno gli allenamenti al trave. Contrariamente a quello che chiunque potrebbe pensare, non sente dolore durante le sospensioni e allenandosi in quel modo riesce a mantenersi in forma fino a completa guarigione.

Ascoltare il proprio corpo vuol dire questo: saper riconoscere quando dire basta e saper proseguire quando invece si può!

8. Impara una routine di riscaldamento fisico e mentale

Riscaldamento e stretching arrampicata
Photo by Marek Okon on Unsplash

Un buon modo per evitare infortuni è fare sempre riscaldamento e stretching. Tutti i professionisti dedicano tempo al riscaldamento. Chissà perché invece il climber principiante spesso lo evita.

Credo che la causa sia un mix di “noia dello stretching” e “tanta voglia di arrampicare”. Tuttavia, con un pò di disciplina è possibile inserire una breve routine di riscaldamento all’inizio di ogni allenamento.

Un riscaldamento di base dovrebbe contenere una sessione di preparazione mentale, una di stretching e una di riscaldamento muscolare. Se vuoi puoi prendere spunto da questo articolo: Riscaldamento specifico per arrampicata e boulder.

 

to be continued…

 

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