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Come risolvere un problema di bouldering

Come si può risolvere un problema di bouldering in pochissimo tempo? Ve lo siete mai chiesto?

Guardando le competizioni tra professionisti potreste notare che a loro vengono dati solo pochi minuti per osservare il blocco prima di tentare di risolverlo. Ma se anche voi siete come me, forse vi sarà capitato di passare qualche ora facendo bouldering e tentando e ritentando lo stesso blocco infinite volte, senza capire come superare un passaggio.

Negli ultimi giorni ho cercato un pò di informazioni e tra una ricerca e l’altra sono riuscito a tirare insieme un bell’elenco di consigli che possono facilitarci il compito la prossima volta che decidiamo di stampare un nuovo progetto.

Come risolvere un problema di bouldering: 

Problema di bouldering

Fortunatamente per noi quando arriviamo davanti ad un blocco abbiamo tutto il tempo che vogliamo per chiuderlo. Anche se questo elenco può sembrare lungo riporta ciò che anche i professionisti fanno ogni volta che si domandano come risolvere un problema di bouldering. Per loro formulare una risposta è molto più veloce perché sono abituati a farlo, e non devono neanche pensare a tutti i passaggi che vedremo tra poco. Per un professionista tutto ciò che segue è diventato naturale, automatico, e viene elaborato in pochi minuti.

Ora, noi siamo tutto tranne che professionisti, giusto? bene, ma da qualche parte dovremo pur iniziare! quindi occhi aperti e prendi appunti, si comincia:

To Do List

  1. Cerca le prese per la partenza: banale, ma non troppo. Ricordati che esistono blocchi con partenze sit, jump e standing. Trovare le prese giuste vuol dire partire con la giusta sequenza di movimenti. Non sottovalutare la partenza.
  2. Trova il top e l’uscita: riesci a vedere quali saranno gli ultimi movimenti che ti permetteranno di chiudere il blocco? sembra facile o complesso? Per verificare l’uscita nulla ti vieta di raggiungere il top senza arrampicare.
  3. Identifica il passaggio chiave: prese particolarmente piccole, le infide svase e movimenti molto lunghi potrebbero essere dei buoni indizi per identificare il passaggio più difficile del blocco.
  4. Valuta dei punti di riposo: ogni occasione per riposare e ossigenare gli avambracci è oro. Sapere quali saranno i punti di riposo prima ancora di iniziare la tua arrampicata ti permetterà di gestire meglio le energie.
  5. Visualizza la salita: ora che hai analizzato tutti gli aspetti del tuo progetto visualizza i movimenti che farai. Prima di provare fisicamente il blocco “vediti” compiere i movimenti dalla partenza al top, passando per i riposi e il passaggio chiave. Ricorda di non concentrarti solo sulle prese, ma di prevedere anche le varie posizioni che assumerai con il corpo. Se vuoi approfondire il tema della visualizzazione leggi anche Visualizzazione e arrampicata: come praticarla e perché.
  6. Fai un primo tentativo: è chiaro che l’obiettivo dovrebbe essere quello di chiudere il blocco a vista. Facilmente però servirà qualche tentativo in più. Il primo tentativo andrebbe fatto concentrando la propria attenzione sulle mani e le relative prese. Diciamo che dobbiamo verificare che la nostra strategia visualizzata poco prima sia effettivamente applicabile. Se così non fosse si riparte dal punto 5.
  7. Fai un secondo tentativo: una volta identificate le prese per le mani fai un altro tentativo per confutare quelle dei piedi.
  8. Spezza la sequenza: se il blocco è complesso e per chiuderlo devi lavorarlo allora spezza l’intera sequenza di movimenti in parti più piccole. Una buona prassi è quella di concentrarsi prima sul passaggio chiave. In questo modo avrai più energie e una volta superato quello saprai che puoi fare anche tutto il resto.
  9. Rimetti insieme il puzzle: una volta che avrai provato tutte le singole sequenze non resta che metterle tutte assieme. Ricordati di sfruttare i riposi per recuperare energia e di correre sulle parti più dure per non disperderla.

Piccoli consigli per grandi risultati

Un problem solving efficiente permette di risparmiare energia e tempo e quindi di arrampicare di più. L’esperienza sul campo è la migliore maestra in questo caso, quindi anche se ciò che ho scritto sopra possono sembrare solo stronzate o magari ti sembra troppo complicato seguire tutte quelle istruzioni.. meglio sforzarsi un pochino all’inizio, chissà che tra qualche mese non potremo raccogliere i frutti dei nostri sforzi.

Bouldering tetto

Mentre segui le istruzioni di cui sopra tieni a mente qualche semplice tattica per facilitarti il lavoro:

  • Osservando il blocco cerca anche quelle prese che potrebbero sembrare nascoste a prima vista. Fatti guidare dai segni di magnesite lasciati dai tuoi predecessori così come dalle tracce di gomma delle scarpette sulla roccia
  • Nel visualizzare la salita concentrati sul percorso e non sulle singole prese, la sequenza è la cosa più importante.
  • Non farti ingannare dalla forma e dalla posizione delle prese. Quella che potrebbe sembrare una bella maniglia da prendere con la mano destra potrebbe essere una spallata da fare di sinistra.
  • Ricorda che i diversi tipi di roccia influenzano notevolmente grip, tipi di appigli ecc.. impara a conoscere le particolarità di calcare, conglomerato, granito & co. E non dare per scontato che ciò che funziona su di una, va bene anche sull’altra perché non è così.
  • Infine, mantieni sempre un buon equilibrio tra mentalità aperta e tenacia. Questo è molto difficile. Cerca di capire se la tua “metode” funziona e devi solo darci dentro di brutto per chiudere il blocco (tenacia), o se semplicemente stai sbagliando strategia ed è meglio iniziare a pensare fuori dai soliti schemi e trova altre soluzioni, magari chiedendo a qualcuno di più esperto.

Il weekend è alle porte! Si prevede maltempo in tutta Italia, è un classico no? vi auguro di trovare un angolo asciutto in cui poter sperimentare ciò che avete letto oggi, in alternativa c’è sempre la palestra. Buon fine settimana e Alè Duro!

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